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09 / 2021
  • Romimmobliare

 

La stravagante abitazione denominata Exbury Egg nasce da un’idea dell’artista Stephen Turner, specializzato nella realizzazione di progetti che cercano di coniugare ambiente e arte. L’Exbury Egg, un uovo di legno galleggiante di circa 6 metri di lunghezza e 3,6 metri di diametro il cui nome deriva dalla cittadina di Exbury nell’Hampshire, è un progetto visionario nato con lo scopo di osservare, nell’arco di 12 mesi, l’ambiente circostante, i cambiamenti climatici, la flora e la fauna locale e l’interazione degli esseri umani con la natura.

Turner ha deciso, infatti, di installare in maniera temporanea questo suo “eco-uovo” nell’estuario del fiume Beaulieu, come esempio tangibile di bioarchitettura galleggiante che fonde insieme ispirazione artistica, architettura, tecnologia e principi di ecologia contemporanea. L'obiettivo chiave del progetto, inoltre, è mostrare come le arti possono coniugarsi con l'impegno ambientale. Per essere a impatto zero, infatti, i consumi della Exbury Egg sono stati attentamente studiati in base alle reali esigenze dell’artista–ricercatore che è riuscito a sfruttare solo l’energia elettrica fornita da pannelli solari ottimizzati per alimentare il computer portatile, la macchina fotografica digitale e il telefono cellulare. Nessun grande comfort: l’essenzialità dei materiali impiegati per la costruzione e il minimalismo degli arredi permetterà di riciclare completamente la bioarchitettura una volta giunta a fine vita, senza lasciare nessun segno sul territorio. L’architettura è stata realizzata, inoltre, in modo tale da poter essere trainata lungo il fiume per eseguire l'osservazione e l'  analisi dell'ambiente circostante.

L’Exbury Egg, infatti, è in grado sia di oscillare con le maree, registrando i dati  grazie a dei rilevatori presenti sul legno al di sotto della linea di galleggiamento, sia di segnalare gli agenti atmosferici (sole, pioggia, vento) sulla parte superiore dell’uovo>>.

L’Exbury Egg è stato utilissimo anche come strumento didattico per gli alunni delle scuole primarie, mentre i dati scientifici raccolti sono stati analizzati dagli studenti del dipartimento di Oceanografia dell’Università di Southampton.

Inoltre, chiunque ha potuto osservare direttamente l’esperimento dell’uovo galleggiante, grazie a una serie di eventi e workshop.

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